Frasi utili in thailandese: saluti, numeri e sopravvivenza

Frasi utili in thailandese per il tuo viaggio: saluti, numeri, cortesia e frasi di sopravvivenza con pronuncia semplice e consigli pratici del nostro team.

Pubblicato il · Aggiornato il · La Redazione di Vacanze in Thailandia

Frasi utili in thailandese: saluti, numeri e sopravvivenza

Basta poco per cambiare il tono di un viaggio: un sorriso, le mani giunte e una parola pronunciata nella lingua del posto. Viaggiare in Thailandia è anche questo, e in questa guida ti raccogliamo le frasi utili in thailandese da imparare prima di partire: saluti, numeri e frasi di sopravvivenza, con la pronuncia scritta in modo semplice per chi parte da zero.

Bancarella di street food di notte a Bangkok con grande insegna dorata in lingua thailandese

©️ @Polina Kuzovkova – Licenza Unsplash

Perché imparare qualche parola di thailandese

Il thailandese è una lingua tonale: una stessa sillaba cambia significato a seconda del tono con cui la pronunci, e di toni ne esistono ben cinque: piatto, basso, alto, crescente e calante. Ha inoltre un alfabeto proprio di 44 consonanti e 32 vocali, tra i più eleganti e complessi del Sud-Est Asiatico. Non devi certo impararlo per intero: ti bastano una manciata di parole, ma conviene sapere che esiste, perché i cartelli, i menu e i prezzi dei mercati lo usano sempre, spesso accanto all’inglese.

Nelle zone turistiche ti capiranno quasi sempre in inglese, ma appena esci dai circuiti più battuti la situazione cambia. E soprattutto: in Thailandia l’impegno di parlare anche solo due parole nella lingua locale è letto come un segno di rispetto, e il rispetto qui apre tutte le porte, dal taxi al banco del mercato.

Per scrivere la pronuncia usiamo i caratteri latini, come fanno quasi tutte le guide. Troverai grafie diverse in giro (sawatdee o sawatdi, per esempio), perché non esiste una traslitterazione unica adottata ovunque: scegline una e resta fedele. La cosa che conta davvero è il tono della voce, più che la grafia.

Cartello bilingue in alfabeto thailandese e inglese con le regole di comportamento in un tempio di Bangkok

©️ @[Iudexvivorum](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Emerald_Buddha_Temple_-_2017-06-11_(016).jpg) – CC0

Saluti e cortesia, dalla sawatdee al wai

La parola più famosa del Paese è sawatdee, che sta sia per ciao che per arrivederci. Si pronuncia con la particella di cortesia alla fine: sawatdee khrap se parla un uomo, sawatdee kha se parla una donna. La particella segue chi parla, non chi ascolta, e resta la stessa in ogni situazione. Detta da sola, khrap fa anche da sì educato, ed è la risposta che sentirai centinaia di volte.

Una curiosità che racconta molto della Thailandia: sawatdee deriva dal sanscrito e significa benessere. Fu usata per la prima volta nel 1933 dal linguista Phraya Uppakitsilpasarn tra studenti e professori della Facoltà di Lettere dell’Università Chulalongkorn, e dal 1943 il governo del maresciallo Plaek Phibunsongkhram ne fece il saluto nazionale. Un saluto, insomma, costruito per unire tradizione e modernità: non poteva essere più thai di così.

Il saluto vero, però, non si dice soltanto: si fa. Il wai è il gesto di unire i palmi delle mani davanti al petto e inchinarsi leggermente. Usalo quando saluti persone della tua età o più grandi di te. Se invece saluti una persona molto più giovane, pronuncia “sawatdee” ma non fare il “wai”. Se ti salutano con il wai, ricambialo sempre, è buona educazione. Se saluti una persona importante, unisci le mani e portale leggermente in alto, fino all’altezza del naso. Fai lo stesso se saluti un monaco, e in questo caso pronuncia “namassagan” invece di “sawatdee”.

Per completare il kit della cortesia servono tre frasi: khop khun khrap/kha, grazie; kho thot, scusa; mai pen rai, non fa niente. Quest’ultima è quasi una filosofia di vita e la sentirai usare continuamente: il tassista che sbaglia strada, il cameriere che tarda un piatto, il venditore che non ha resto. Se qualcuno ti ringrazia, puoi rispondere mai pen rai con lo stesso spirito (significa anche “prego”). Per chiedere come sta qualcuno si usa la domanda sabai dee mai, a cui si risponde sabai dee, tutto bene.

Gruppo di persone thailandesi con le mani giunte davanti al petto in segno di saluto e rispetto

©️ @[Suriya Donavanik](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Group_wai.jpg) – CC BY-SA 3.0

I numeri da conoscere

Saper contare da 1 a 10 in thailandese è forse l’abilità più redditizia di tutto il viaggio: ti serve al mercato, sul taxi senza tassametro, nel songthaew (il taxi condiviso con i sedili posteriori) e al ristorante. I numeri da conoscere sono questi:

  • 1: nueng
  • 2: song
  • 3: sam
  • 4: si
  • 5: ha
  • 6: hok
  • 7: chet
  • 8: paet
  • 9: kao
  • 10: sip

Il resto è combinazione: 11 è sip et, 12 è sip song, 20 è yi sip e 21 è yi sip et. Con cento, roi, e mille, pan, copri qualsiasi prezzo ti capiti davanti: yi sip sam è 23, nueng roi sip et è 111.

Al mercato la domanda che conta è tao rai?, quanto costa?, ma anche solo dire il numero giusto mentre mostri le dita fa capire che sai di cosa parli. Ricorda che la contrattazione è un gioco, non una guerra: di solito si trova un accordo che accontenta entrambi, e risparmiare 50 baht ha tutt’altro peso per te che per chi vende. Se vuoi allenarti nel posto giusto, nella nostra guida al mercato di Chatuchak ti raccontiamo come muoverti tra le bancarelle e cosa vale la pena portare a casa.

Frasi di sopravvivenza per il viaggio

Le domande che ti farai più spesso durante il viaggio sono due: quanto costa? e come ci arrivo? Ecco le frasi che rispondono a tutto il resto, divise per situazione.

  • Muoversi: tao rai? (quanto costa?), lot noi dai mai? (mi fai uno sconto?), hong nam yu nai? (dov’è il bagno?). Sul taxi il nostro consiglio è di chiedere sempre il tassametro o di concordare il prezzo prima di salire: te ne parliamo nel dettaglio nella nostra guida sulle truffe da evitare in Thailandia.
  • A tavola: mai pet (non piccante) e mai sai prik (senza peperoncino) sono per noi occidentali le frasi più importanti di tutte. Nam plao è l’acqua, e aroi mak, buonissimo, è il complimento che scalda chi cucina. Per il resto, ti basta puntare il piatto che ti ispira: nella nostra guida allo street food di Bangkok e in quella su cosa mangiare in Thailandia ti diciamo dove e cosa ordinare.
  • Sì e no: chai e mai chai. Ti basteranno più spesso di quanto immagini.
  • Emergenze: chuai duai significa aiuto. Se ti serve assistenza, il numero della Tourist Police è il 1155, attivo 24 ore su 24 con operatori in inglese; per la polizia c’è il 191 e per l’ambulanza il 1669. Nella nostra guida alla sicurezza in Thailandia trovi tutto quello che serve sapere per viaggiare sereno.

Cucina di street food a Bangkok con wok in fiamme e insegna in lingua thailandese

©️ @[Radek Kucharski](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bangkok_Street_Food.jpg) – CC BY 2.0

I nostri consigli pratici

Il tuo migliore alleato sarà Google Translate: la fotocamera istantanea traduce i cartelli anche dall’alfabeto thai, basta inquadrarli. Scarica il pacchetto offline della lingua thailandese prima di partire e funzionerà anche senza connessione: ti serve una SIM o un eSIM con dati? Nella nostra guida alla connessione in Thailandia ti spieghiamo come averla in aeroporto in pochi minuti.

Per il resto, il nostro consiglio in tutta franchezza è di non puntare alla perfezione. I thailandesi apprezzano tantissimo lo sforzo di chi prova a parlare la loro lingua e sorridono degli errori: un tono sbagliato raramente impedisce di capirti. Impara prima le particelle di cortesia e i numeri, ripassali in aereo e ripetili appena arrivi: in un paio di giorni le userai senza pensarci. Se vuoi altre app utili da avere sul telefono, nella nostra guida alle app per viaggiare in Thailandia trovi la selezione che usiamo noi.

Una decina di parole, cinque toni e un sorriso: è tutto quello che serve per essere accolto come un ospite e non come un turista. Se vuoi un itinerario su misura per il periodo in cui viaggi, contattaci.