Koh Surin: snorkeling con i Moken, la barriera più ricca
Ci sono isole che ricordi per il mare, e isole che ricordi per le persone. Koh Surin, nell’estremo nord del mare delle Andamane, è entrambe le cose: qui trovi la barriera corallina considerata la più ricca della Thailandia e il villaggio dei Moken, gli ultimi nomadi del mare del Sud-Est Asiatico. Se il turismo di massa non fa per te, questo è il capitolo di mare che cerchi.

©️ @[The Cosmonaut](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Moken_Village1.jpg) – CC BY-SA 2.5 ca
Le Isole Surin, un arcipelago protetto
Le Isole Surin, Mu Ko Surin in thailandese, sono un arcipelago di cinque isole a circa 55 km al largo di Khuraburi, nella provincia di Phang Nga. Le due isole principali, Koh Surin Nuea a nord e Koh Surin Tai a sud, sono separate da un canale che con la bassa marea resta alto appena un paio di metri. Le maree spingono ogni giorno acqua nuova e ossigenata tra i due lati dell’arcipelago, e questo è uno dei segreti della ricchezza dei fondali.
Dal 1981 l’arcipelago è un parco nazionale marino, chiuso al turismo di massa e gestito con rigore. Dal 2021 fa parte inoltre della candidatura UNESCO delle riserve naturali del mar delle Andamane. Il risultato lo vedi appena metti la testa sott’acqua: coralli sani, pesci ovunque e spiagge che, fuori dai fine settimana di alta stagione, tornano a essere luoghi tranquilli. Più a sud, nella stessa provincia, si trovano le Isole Similan, più famose e più affollate: le Surin sono la loro sorella minore, più selvaggia e più riservata.
Lo snorkeling più ricco della Thailandia
La costa orientale dell’arcipelago è riparata dai venti e dai monsoni, e qui la barriera cresce bassa e larga, anche a breve distanza dalla riva. Ad Ao Mae Yai e Ao Chak nuoti sopra distese di coralli con tartarughe marine, pesci angelo, pesci pappagallo e banchi di barracuda. Con un po’ di fortuna, durante la navigazione avvisti anche i delfini che popolano queste acque.

©️ @[The Cosmonaut](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Amphiprion_ocellaris_and_Radianthus_magnifica.jpg) – CC BY-SA 2.5 ca

©️ @[Kent Wang](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Surin_Islands_(24844546966).jpg) – CC BY-SA 2.0
A nord dell’arcipelago si trova Richelieu Rock, uno dei siti di immersione più celebrati della Thailandia: un pinnacolo di roccia calcarea coperto di coralli molli dove passano squali balena e mante. Per immergerti qui serve un “liveaboard”, una barca da crociera con pernottamento a bordo, che combina di solito le Surin con le Similan. Per lo snorkeling di giornata, invece, bastano maschera e pinne: se cerchi altre mete dove fare snorkeling in Thailandia, nella nostra guida a Koh Tao trovi l’alternativa più comoda del Golfo del Siam.
Il villaggio Moken, gli ultimi nomadi del mare
Sulla costa di Koh Surin Tai, in una baia riparata, si trova il villaggio dei Moken, i “nomadi del mare”. Per secoli questa comunità ha vissuto a bordo delle kabang, le imbarcazioni tradizionali, spostandosi con le stagioni sulle acque tra Myanmar, Thailandia e Malaysia. Oggi circa 200 Moken vivono in case su palafitte, pescano in apnea fino a 20 metri di profondità e accolgono i visitatori con artigianato e piccoli esemplari delle loro piroghe.

©️ @[The Cosmonaut](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Unnamed_beach,_North_Surin_Island.jpg) – CC BY-SA 2.5 ca
I Moken sono noti in tutto il mondo come “la tribù dello tsunami”. Il 26 dicembre 2004 il mare si ritirò e poi tornò a investire le isole: il villaggio fu spazzato via, ma nella comunità non ci furono vittime, perché i Moken avevano letto i segni dell’oceano e si erano portati in collina. Nei loro racconti l’evento è ricordato come il Laboon, la “settima onda”, e la conoscenza per anticiparlo si trasmette da generazioni. Ogni aprile, se organizzi il viaggio in quel periodo, puoi assistere alla cerimonia Loi Reua, in cui gli antenati vengono invitati a tornare tra i viventi. Il nostro consiglio, in villaggio, è semplice: chiedi sempre prima di fotografare le persone e sostieni la comunità comprando l’artigianato locale.
Quando andare alle Isole Surin
Le Isole Surin sono aperte al pubblico dal 15 ottobre al 15 maggio. Nel resto dell’anno il parco nazionale resta chiuso: il monsone di sud-ovest rende il mare pericoloso e i fondali hanno bisogno di riposare. La stagione 2026-2027 va dal 15 ottobre 2026 al 15 maggio 2027.
Il periodo migliore va da dicembre ad aprile, con mare calmo e visibilità sott’acqua che può superare i 20 metri. Se viaggi nelle prime settimane dopo la riapertura di metà ottobre, trovi l’arcipelago più tranquillo e la barriera appena “riposata” dopo la chiusura.

©️ @[Doremee.suthatta](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dolphins!_it's_time_to_show_off!.jpg) – CC BY-SA 4.0
Come arrivare alle Isole Surin
Le Isole Surin si raggiungono solo via mare, e il punto di partenza è il molo di Khuraburi, sulla costa della provincia di Phang Nga. In auto, Khuraburi dista circa un’ora e mezza da Khao Lak e circa 2 ore da Phuket: molti tour includono il trasferimento in hotel.
Da Khuraburi la speedboat copre la tratta in circa 1 ora e mezza, e il biglietto costa circa 1.600 baht a persona. Il modo più semplice, però, è l’escursione di giornata organizzata da Khao Lak o Phuket: dai 3.700 baht a persona, con trasferimenti, attrezzatura da snorkeling, pasti e biglietto del parco inclusi. Da Phuket la giornata è lunga, con circa 2 ore di navigazione per tratta. Se preferisci andare in autonomia, il biglietto del parco nazionale è di 500 baht per gli adulti e 250 baht per i bambini dai 3 ai 14 anni.
E se non vuoi tornare sulla terraferma la sera stessa, nel parco puoi pernottare: ci sono tende in affitto per poche centinaia di baht a notte e bungalow con aria condizionata a 2.500-3.000 baht più 300 baht di servizio. I posti sono pochi e vanno a ruba, soprattutto nei weekend.
I nostri consigli pratici
Tieni bene a mente alcune cose prima di partire:
- Proteggiti dai sandfly, i piccoli insetti che pungeranno soprattutto all’alba e al tramonto: repellente e indumenti leggeri lunghi la sera sono sufficienti.
- Porta una crema solare con etichetta “Reef Safe” o “Reef Friendly”, senza ossibenzone e ottinoxato: le sostanze filtranti comuni danneggiano i coralli.
- In acqua mantieni sempre almeno due metri di distanza dalla barriera corallina: un calcio di pinna può distruggere anni di crescita.
- Porta contanti per il villaggio Moken e per le piccole spese nel parco.
- Porta cappello e acqua: sull’isola l’ombra scarseggia e il sole delle Andamane si fa sentire.
Per scegliere la base giusta sulla costa e combinare le Surin con il resto delle Andamane, ti rimandiamo alle nostre guide su Khao Lak e sulle spiagge più belle della Thailandia.
Se vuoi inserire le Isole Surin nel tuo itinerario in Thailandia, contattaci: ti costruiamo il viaggio su misura.
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