La Thailandia è uno dei Paesi più accoglienti del Sud-Est Asiatico, e le truffe non devono spaventarti: con un po’ di malizia in più si riconoscono al volo. Dopo anni di viaggi nel Paese, ti raccontiamo gli imbrogli più diffusi e come smascherarli prima che ti tocchino davvero.

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“Il Palazzo Reale è chiuso oggi”: la truffa più famosa
Accade ogni giorno davanti al Palazzo Reale di Bangkok, il complesso che ospita anche il Wat Phra Kaew, il tempio del Buddha di Smeraldo. Mentre ti avvicini all’ingresso, una persona gentilissima ti avvisa che il palazzo è chiuso “per una cerimonia reale” e ti propone un giro alternativo in tuk tuk a pochi baht, tanto per non perdere la giornata.
Tieni bene a mente: il Palazzo Reale è aperto tutti i giorni, di norma dalle 8:30 alle 15:30, e il biglietto d’ingresso costa 500 baht con accesso incluso al Wat Phra Kaew. Verifica gli orari sul sito ufficiale e ignora chi ti dice il contrario: continua a camminare verso l’ingresso e basta. Il giro “alternativo”, nella migliore delle ipotesi, ti fa perdere tempo tra negozi dove l’autista incassa la commissione sulle tue spese.

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Tuk tuk e taxi: corse a prezzi inventati
Il tuk tuk che ti offre un giro della città a 20 o 30 baht sembra un affare, ma il prezzo vero lo paghi in soste forzate nei negozi affiliati: il conducente incassa una commissione per ogni turista che porta dentro. Con i taxi la musica cambia ma il ritornello è lo stesso: “tassametro rotto”, oppure tariffa fissa gonfiata per chiudere la trattativa prima di partire.
Il nostro consiglio è semplice. Con il taxi, sali solo se il tassametro è acceso; se il conducente si rifiuta, scendi e prendine un altro, a Bangkok non resti mai a piedi. Per le corse in città usa anche le app di ride-hailing come Grab, con prezzo bloccato prima della partenza. E per il tuk tuk goditelo come esperienza, breve e a prezzo concordato, non come mezzo per spostarti da un quartiere all’altro. Nella nostra guida su come spostarsi in Thailandia trovi tutte le opzioni di trasporto, dai taxi ai treni fino ai voli interni.

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Gioielli, tessuti e visite esclusive: la trappola dello shopping
La “gem scam” è la truffa più raffinata del Paese e funziona così: un autista, un compagno di viaggio apparentemente casuale o il tizio gentile del Palazzo Reale ti racconta di un negozio di gemme con sconti esclusivi “solo per oggi”, magari con certificati che sembrano ufficiali. Le pietre ti vengono presentate come un investimento da rivendere a casa a un prezzo più alto. In realtà il valore di rivendita è vicino allo zero.
Lo stesso schema si ripete con le sartorie che vendono abiti su misura a prezzi da tessuti “esclusivi”, con i finti uffici turistici che spingono crociere e tour a prezzi gonfiati, e con la “giornata di shopping gratis”: in tutti i casi la commissione del mediatore la paghi tu, nascosta nel prezzo finale.
Sconsigliamo di comprare gioielli come investimento da un negozio segnalato da uno sconosciuto, e di prenotare tour o crociere solo su indicazione di chi ti ha appena fermato per strada. Se vuoi un’esperienza di shopping serena, affidati ai mercati e ai centri commerciali delle destinazioni che visiti, e lascia le pietre preziose ai gioiellieri di fiducia che hai a casa.
Al mare: moto d’acqua e scooter a noleggio
Nelle località di mare molto turistiche, come Phuket, gira da anni la truffa del danno inesistente sulle moto d’acqua: noleggi il mezzo, ti godi il mare e al rientro il proprietario “scopre” graffi o ammaccature che il veicolo aveva già e pretende il pagamento in contanti, a volte con toni minacciosi e a cifre da capogiro. Non discutere da solo e non pagare: chiama subito la Tourist Police al 1155 e resta sul posto finché non arrivano.
Lo stesso accorgimento vale per lo scooter a noleggio. Ti chiedono il passaporto come cauzione? Meglio lasciare un deposito in contanti: alla restituzione del mezzo, a qualcuno compaiono graffi “nuovi” e senza passaporto in deposito hai più margine di trattativa. Prima di partire, fotografa e filma il veicolo da ogni angolo, segnati il livello del carburante e fai mettere per iscritto ogni segno già presente. Per i pagamenti e i prelievi durante le vacanze, nella nostra guida su bancomat, carte e soldi in Thailandia trovi tutto quello che ti serve.

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Serate fuori: conti gonfiati e drink mai ordinati
Nelle zone della movida turistica capita che al conto compaiano voci mai ordinate: drink portati da qualcuno che “offre la casa”, coperti mai esistiti, prezzi diversi da quelli del menu. Chiedi sempre il menu con i prezzi prima di ordinare, controlla il conto riga per riga e non aver timore di far correggere le voci sbagliate: è pratica normale, nessuno si offende. Se ti avventuri in un night club o in un karaoke bar, il livello di attenzione deve salire ai massimi livelli: un drink offerto o una chiacchierata con i membri dello staff possono avere prezzi esorbitanti.
Alla cassa, poi, conta il resto davanti al banconista e controlla le banconote ricevute, soprattutto quelle da 1.000 baht: i soldi falsi sono rari, ma il resto sbagliato capita più spesso di quanto immagini. Se prelievi contante con la carta di credito, scegli i bancomat delle banche o nei centri commerciali e diffida dei terminali isolati; nella guida sui soldi e i pagamenti in Thailandia ti spieghiamo anche come funziona il cambio baht-euro.

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Truffe online: false prenotazioni e messaggi urgenti
Il rischio più recente arriva dallo schermo. Girano siti clone di hotel e biglietterie aeree, email e messaggi WhatsApp che sembrano arrivare dalla struttura in cui hai prenotato o dalla compagnia aerea: “il pagamento non è andato a buon fine, conferma i dati o perdi la prenotazione”. A volte bastano QR code contraffatti sovrapposti a quelli originali di un menu o di un parcheggio per finire su una pagina di pagamento truffa.
Prenota solo su siti ufficiali o piattaforme consolidate, diffida di ogni offerta “disponibile solo per pochi minuti” e paga con carta, che ti lascia una via di contestazione in più. Se ricevi un messaggio urgente dopo una prenotazione vera, non usare mai il link o il numero del messaggio: contatta l’hotel o la compagnia dal numero o dal sito che hai usato tu al momento della prenotazione.
Cosa fare se vieni truffato: i numeri da conoscere
Se capiti in una situazione spinosa, la regola è una: non pagare sotto pressione e chiama subito. I numeri da tenere a portata di mano sono pochi e valgono tutto il viaggio:
- Tourist Police: 1155, attiva 24 ore su 24 con operatori in inglese e gratuita. È il numero dei visitatori: per liti con noleggi, corse gonfiate e pressioni di ogni tipo, basta comporlo sul posto e aspettare.
- Centro anti-truffe online (AOC): 1441, per frodi su prenotazioni, acquisti e pagamenti digitali.
- Emergenza generale: 191; per il soccorso sanitario: 1669.
- App Tourist Police “I Lert U”, con cui segnalare la tua posizione e chiedere assistenza direttamente dal telefono.
Se ti chiedono contanti per danni inventati o voci mai ordinate, rifiuta con calma e chiama il 1155 senza spostarti: nella stragrande maggioranza dei casi, alla vista del telefono la trattativa si sgonfia da sola. Per le frodi online conserva ricevute, screenshot e conferme: servono per la denuncia. E se il problema riguarda passaporto o documenti, il riferimento è l’Ambasciata d’Italia a Bangkok, con i consigli generali sulla sicurezza raccolti nella nostra guida sulla Thailandia in sicurezza.
Le truffe più comuni in Thailandia hanno tutte lo stesso spartito: uno sconosciuto troppo gentile, un’offerta troppo conveniente, un’urgenza improvvisa. Quando una di queste tre compare, alza la guardia e segui il tuo piano. E non lasciarti rovinare l’entusiasmo: non sono assolutamente un motivo per rinunciare al viaggio, anzi, chi viaggia informato le riconosce a dieci metri di distanza. Se vuoi un itinerario su misura pensato da chi il Paese lo conosce davvero, contattaci.
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