Templi in Thailandia: i 10 più spettacolari da vedere

I 10 templi più spettacolari della Thailandia, da Wat Pho al Doi Suthep: storia, biglietti, orari e regole per visitarli nel rispetto della tradizione.

Pubblicato il · La Redazione di Vacanze in Thailandia

Templi in Thailandia: i 10 più spettacolari da Wat Pho al Doi Suthep

Se in Thailandia vuoi visitare solo dieci templi, in questo articolo ti elenchiamo i nostri preferiti: da quelli iconici di Bangkok alle vestigia delle antiche capitali Ayutthaya e Sukhothai, fino ai meravigliosi templi del Nord. Sono i wat, i templi buddisti, che raccontano meglio la storia e l’anima spirituale del Paese. Ti diciamo perché valgono il viaggio e come visitarli con orari, biglietti e regole da rispettare.

Il tempio Wat Arun a Bangkok in Thailandia, con la sua guglia centrale riflessa sul fiume Chao Phraya al tramonto

©️ @[Yosemite](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Wat_Arun_and_Sunset.jpg) – CC BY-SA 3.0

I templi di Bangkok

Wat Phra Kaew e il Palazzo Reale

Il tempio più sacro della Thailandia custodisce il Buddha di smeraldo, la statua più venerata del Paese, seduta su un altare d’oro alto diversi metri. Si trova all’interno del complesso del Palazzo Reale, la residenza ufficiale dei re della dinastia Chakri dal 1782: un labirinto di cortili, gallerie affrescate e stupa dorati. Il biglietto d’ingresso è di 500 baht per visitare i giardini reali e i templi (l’accesso alle dimore reali non è consentito); l’apertura è tutti i giorni, con ultimo ingresso nel primo pomeriggio. Qui il dress code è il più rigido di tutta la Thailandia: gambe coperte anche per gli uomini, che devono indossare pantaloni lunghi. Se vuoi inserirlo in una giornata completa nella capitale, nella nostra guida su cosa vedere a Bangkok trovi altri itinerari nei dintorni.

Wat Pho

A pochi minuti a piedi dal Palazzo Reale, il Wat Pho ospita il Buddha sdraiato: una statua dorata lunga 46 metri che rappresenta il passaggio del Buddha al nirvana. La suola dei piedi, lunga cinque metri, è un capolavoro di mosaico in madreperla con i simboli dell’antica cosmologia thailandese. L’ingresso costa 300 baht e il tempio è aperto tutti i giorni fino a sera. Questo è anche il luogo dove, nel XIX secolo, nacque la scuola tradizionale di massaggio thailandese: è anche possibile fermarsi per un massaggio rigenerante, nella grande sala dedicata all’interno del complesso religioso.

Il Buddha sdraiato dorato del Wat Pho a Bangkok in Thailandia, lungo 46 metri, all'interno della sala di preghiera

©️ @[Diego Delso](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Wat_Pho,_Bangkok,_Tailandia,_2013-08-22,_DD_06.jpg) – CC BY-SA 3.0

Wat Arun

Il “tempio dell’alba” prende il nome dalla dea Aruna e domina la riva del fiume Chao Phraya con la sua guglia centrale, alta circa 80 metri e rivestita di frammenti di porcellana cinese. La salita ai gradini più alti, molto ripidi, è vietata al pubblico, ma visitare il tempio è una esperienza straordinaria, soprattutto al tramonto, quando la luce calda lo illumina dalla riva opposta. Il biglietto è di 200 baht, con orario continuato dalla mattina al tardo pomeriggio.

Wat Saket, la collina d’oro

La Golden Mount è un’oasi di pace che sovrasta il traffico della città vecchia. Si tratta di una collina artificiale che si scala in pochi minuti e che, una volta in cima, regala una vista a 360 gradi su Bangkok, tra campane, bandiere di preghiera e buganvillee in fiore. L’ingresso è a pagamento con un biglietto simbolico e la salita è meno faticosa di quanto sembra.

Ayutthaya: le rovine dell’antica capitale

A circa 80 chilometri da Bangkok, Ayutthaya fu la capitale del regno omonimo dal 1351 al 1767, quando l’invasione birmana la ridusse in rovine. Oggi è un sito UNESCO e un museo a cielo aperto puntellata di templi che puoi visitare a piedi, in tuk tuk o in bicicletta.

Il tempio più visitato è il Wat Mahathat, con l’iconica testa in pietra di Buddha rimasta impigliata nelle radici di un baniano, dove il tempo l’ha avvolta come in un abbraccio. È l’immagine simbolo di tutta Ayutthaya, e andrebbe osservata da seduti, a livello del volto, come richiede il rispetto del luogo.

Poco distante, il Wat Chaiwatthanaram si specchia nel fiume con il suo profilo in stile khmer: torri a gradoni, gallerie di statue decapitate dagli invasori birmani e un prang centrale che al tramonto diventa rosso fuoco.

La testa di Buddha avvolta dalle radici di un baniano nel Wat Mahathat di Ayutthaya, Thailandia

©️ @[Horiuchi](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:The_head_of_Buddha_in_Wat_Mahathat.JPG) – Pubblico dominio

Sukhothai, la culla del regno

Prima di Ayutthaya, ci fu Sukhothai. La prima capitale del regno, tra il XIII e il XIV secolo, è oggi un parco storico patrimonio UNESCO con decine di meravigliosi templi disseminati tra prati e laghetti, visitabili comodamente in bicicletta. Al centro si trova il Wat Mahathat, il complesso principale, con le sue grandi statue del Buddha seduto che sembrano sorvegliare il parco da otto secoli. Se vuoi approfondire, nella nostra guida a Sukhothai e al Parco Storico trovi l’itinerario completo tra le zone del parco, il Wat Si Chum e Si Satchanalai.

Il biglietto d’ingresso costa 200 baht, e vale la pena arrivare presto al mattino, o visitarla al tramonto, quando la luce bassa illumina le statue di pietra.

Le rovine del Wat Mahathat nel parco storico di Sukhothai in Thailandia, con le statue del Buddha seduto tra i prati

©️ @[Supanut Arunoprayote](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Wat_Mahathat,_Sukhothai_(I).jpg) – CC BY 4.0

I templi del Nord: Chiang Mai e Chiang Rai

Wat Phra That Doi Suthep

Sulla montagna che sovrasta Chiang Mai, il Doi Suthep è il santuario più venerato del Nord. Si sale una scalinata di oltre trecento gradini fiancheggiata da due naga, i serpenti mitologici guardiani, oppure si opta per la funivia a poche decine di baht. In cima, una terrazza d’oro circonda la reliquia e regala una vista che spazia su tutta Chiang Mai. Il biglietto d’ingresso per i visitatori stranieri è simbolico. Meglio andarci presto al mattino, prima che le nuvole coprano la pianura.

Wat Chedi Luang

Nel cuore della città vecchia di Chiang Mai, il Wat Chedi Luang custodisce uno degli stupa più imponenti del Paese: una massa di mattoni e stucchi parzialmente crollata in seguito a un terremoto nel 1545 e mai ricostruita. Proprio per questo, il suo profilo spezzato ha un fascino diverso dai templi perfetti: sembra una rovina che continua a vivere, circondata da buganvillee e da una comunità di monaci che vi svolge ancora oggi i propri riti. Per entrare, i turisti pagano un biglietto simbolico di 50 baht.

Wat Rong Khun, il tempio bianco

A Chiang Rai, il Wat Rong Khun è un’opera contemporanea iniziata nel 1997 dall’artista Chalermchai Kositpipat. Tutto è bianco, dalle guglie ai ponti, con decorazioni in specchi che richiamano la luce: anche il paradiso, in chiave moderna, passa su un ponte tra centinaia di mani che affiorano dal suolo. L’ingresso costa 200 baht e il tempio è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17. È il wat più fotografato del Nord e uno dei pochi dove l’arte sacra parla direttamente al presente.

Il Wat Rong Khun, il Tempio Bianco di Chiang Rai in Thailandia, con le sue guglie bianche riflesse nello stagno

©️ @[Chainwit.](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Chiang_Rai_-_Wat_Rong_Khun_%E0%B8%A7%E0%B8%B1%E0%B8%94%E0%B8%A3%E0%B9%88%E0%B8%AD%E0%B8%87%E0%B8%82%E0%B8%B8%E0%B9%88%E0%B8%99_(2026)_-_img_13.jpg) – CC BY 4.0

Come vestirsi nei templi e regole da rispettare

I templi sono luoghi di culto attivi, non semplici attrazioni. Le regole di base sono poche e chiare:

  • Spalle e ginocchia sempre coperte. Pantaloni lunghi o gonna lunga e maglietta con maniche; in molti templi si noleggia o si compra un sarong all’ingresso.
  • Scarpe e cappello si tolgono prima di entrare nelle sale di preghiera, i viharn.
  • Mai puntare i piedi verso il Buddha, le immagini sacre o i monaci: quando ti siedi, rivolgi le punte verso l’esterno.
  • Non toccare i monaci, e per le donne non è consentito consegnare loro oggetti direttamente, nemmeno il biglietto dell’offerta.
  • Voce bassa, niente flash e niente selfie con le spalle rivolte al Buddha, soprattutto ravvicinati.

Il dress code più severo è al Palazzo Reale, dove gli addetti controllano davvero: meglio arrivare già vestiti a norma.

Biglietti, orari e consigli pratici

  • Quasi tutti i templi aprono tra le 6:30 e le 8:00 e chiudono nel tardo pomeriggio: arrivare presto al mattino significa meno caldo, meno folla e luce migliore per le foto.
  • Ayutthaya e Sukhothai restano percorribili all’esterno anche dopo gli orari dei varchi, ma i templi interni chiudono.
  • Se il tuo tempo è poco, a Bangkok conviene concentrarsi sul Palazzo Reale e su Wat Pho, che si raggiungono a piedi l’uno dall’altro. Per visitare il complesso con una guida che ti racconti la storia, il nostro tour del Palazzo Reale e dei templi di Bangkok è pensato proprio per questo.
  • Per spostarti tra le città dei templi, voli interni e i bus della rete nazionale sono comodi ed economici: nella guida a come spostarsi in Thailandia ti spieghiamo come funzionano.

Questi dieci templi coprono otto secoli di storia, dal primo regno di Sukhothai all’arte contemporanea di Chiang Rai. Se vuoi costruire il tuo itinerario intorno ad essi, con i trasferimenti già organizzati e le visite nei momenti migliori della giornata, contattaci: ti aiutiamo a disegnare il viaggio su misura per te.