Festival Vegetariano in Thailandia: cos’è il Tessagan Gin Je
Se viaggi in Thailandia tra settembre e ottobre, in molte città ti capiterà di vedere strade e incroci punteggiati da bandierine gialle con un carattere cinese rosso. Non è una festa di quartiere: è il festival vegetariano thailandese, il Tessagan Gin Je, una delle celebrazioni più intense del Paese. Per nove giorni intere comunità si vestono di bianco, eliminano carne e pesce dalla tavola e prendono parte a riti di devozione che, soprattutto a Phuket, lasciano senza fiato: ecco cosa devi sapere per viverlo da spettatore consapevole.

©️ @Roberto Trm – CC BY 2.0
In cosa consiste il festival vegetariano thailandese
Il Tessagan Gin Je si celebra nei primi nove giorni del nono mese del calendario lunare cinese, in onore dei Nove Imperatori Dei, divinità taoiste legate alle stelle e alla longevità. In pratica, i devoti osservano dieci precetti per purificare corpo e spirito: indossano abiti bianchi, mantengono il corpo pulito, non bevono alcolici e seguono una dieta “je” molto più rigorosa di quella vegetariana.
La parola “je” (scritta con il carattere rosso che vedi sulle bandierine gialle) indica la purezza necessaria per fare offerte agli dei. Per questo, oltre a carne e pesce, sono esclusi latte, uova e alcol, ma anche aglio, cipolla, scalogno, erba cipollina e porro, considerati alimenti “piccanti” che ostacolano la purificazione. Se segui una dieta senza aglio e cipolla, questa è la settimana dell’anno in cui muoverti in Thailandia è più facile del solito.
Le origini del festival: la storia di Kathu
Il festival vegetariano è nato a Phuket, e precisamente a Kathu, nel 1825. All’epoca Kathu era un insediamento di minatori dello stagno, popolato in gran parte da lavoratori cinesi originari del Fujian. Secondo la tradizione, una compagnia di opera cinese in tournée sull’isola si ammalò gravemente dopo mesi di spettacoli e lo attribuì al rito vegetariano annuale che non aveva celebrato. La compagnia improvvisò la cerimonia nel teatro, guarì, e la comunità decise di ripeterla ogni anno.
Nel 2025 il santuario di Kathu ha festeggiato i 200 anni di questa tradizione, la più antica del genere in Thailandia. Il culto cinese-taoista portato dai minatori è ancora il cuore del festival: non è una sagra del cibo né uno spettacolo per turisti, ma la settimana più importante del festival per le famiglie thai-cinesi dell’isola.

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Il cibo je in tutto il Paese
Il festival non riguarda solo Phuket: si celebra in tutto il Paese, dove c’è una comunità cinese. A Bangkok il centro delle celebrazioni è Yaowarat, la Chinatown della città, mentre Hat Yai, nel sud, e Chiang Mai, nel Nord Thailandia, hanno festeggiamenti propri. Supermercati, catene di ristoranti e banconi di street food espongono la bandierina gialla con il carattere “je” per segnalare piatti conformi alle regole: niente carne, uova, latticini e aglio.
Il risultato è una cucina inventiva e colorata. Noodle saltati con il cavolo cinese (mee pad je), involtini fritti (por pia tod je), il khanom jeen je con curry e funghi, il khao man gai je dove la proteina di soia sostituisce il pollo, finti arrosti e “anatra” di seitan: al bancone puoi puntare qualsiasi cosa, è tutto senza carne. Se ti appassiona la cucina locale, nella nostra guida a cosa mangiare in Thailandia trovi i piatti thai da conoscere, e nella guida allo street food di Bangkok come muoverti tra i banchi con sicurezza.
Le cerimonie principali si concentrano a Phuket Town, ma il resto dell’isola vive come sempre: spiagge, escursioni alle isole e resort funzionano normalmente, e nessuno ti impedirà di ordinare una birra o un piatto con carne in hotel.
Le cerimonie di Phuket: processioni e devozione estrema
A Phuket il festival raggiunge la sua forma più spettacolare. Una trentina di santuari cinesi organizzano cortei che attraversano le strade di Phuket Town tra le 6 e le 8 del mattino, accompagnati da raffiche di petardi. La scena più intensa è quella dei “mah song”, i medium che entrano in trance nei cortili dei santuari dall’alba e si trafiggono le guance con oggetti di ogni tipo, dai lunghi spilli a lance cerimoniali. Non è un esibizionismo: secondo la credenza, il medium si carica della sfortuna altrui per restituire fortuna alla comunità.
Nelle serate del festival ci sono le camminate sui carboni ardenti, a cui si aggiungono la scalata delle scale di lame e il rito dell’attraversamento del ponte. Tutto è gratuito: cortei, camminate sul fuoco e cerimonie non richiedono biglietti né prenotazioni. L’apoteosi arriva nella notte tra l’ultimo giorno e quello successivo, quando i cortei convergono a Saphan Hin, alla periferia est di Phuket Town, per accompagnare gli dei verso il cielo: i petardi sono in quantità difficile da descrivere e la città scompare letteralmente tra fumo e luci.

©️ @Kirill Kay – CC BY-SA 3.0
Dove assistere al festival e quali date scegliere
Le date cambiano ogni anno, perché seguono il calendario lunare. Nel 2026 il festival vegetariano di Phuket si svolge da sabato 10 a domenica 18 ottobre, date confermate dall’Ente del Turismo della Thailandia (TAT). Il palo cerimoniale “Go Teng” viene issato nei santuari nella serata del 9 ottobre e l’addio agli dei si celebra nella notte tra il 18 e il 19 ottobre a Saphan Hin. Se stai organizzando un viaggio futuro, le date indicative del 2027 sono dal 29 settembre al 7 ottobre, da confermare con l’avvicinarsi dell’anno.
Il cuore geografico del festival è Phuket Town: i santuari di Jui Tui e Bang Neow, nella zona di Ranong Road e Thalang Road, sono il punto di partenza dei cortei più importanti, mentre Kathu, dove tutto è cominciato, mantiene il rito più tradizionale. Se hai a disposizione una sola mattina, scegli il corteo di Jui Tui o quello di Kathu; se hai una sola sera, che sia la notte finale. Per muoverti senza sorprese, nella nostra guida a Phuket e il mare delle Andamane trovi l’isola quartiere per quartiere.
Anche altre città meritano: Yaowarat a Bangkok si accende di bancarelle gialle, e Chiang Mai offre una versione più raccolta e altrettanto autentica. In ogni caso, il periodo coincide con la stagione delle piogge in via di esaurimento: scegli con cura il momento del viaggio nella nostra guida su quando andare in Thailandia.

©️ @Christophe95 – CC BY-SA 4.0
Come comportarsi: i nostri consigli pratici
Il festival vegetariano è aperto a tutti, ma resta prima di tutto un rito religioso. Tieni bene a mente:
- Vestiti di bianco se puoi: non è obbligatorio per i visitatori, ma è il segno di rispetto verso la comunità, ed evita il nero.
- Indossa maniche lunghe, pantaloni lunghi e scarpe chiuse: i petardi scoppiano tra la folla e possono bruciare vestiti e infradito.
- A Phuket porta tappi per le orecchie: si vendono a poco nelle farmacie della Old Town, e la notte finale senza protezione è davvero assordante.
- Non toccare i medium né gli oggetti che li trafiggono, e chiedi prima di fotografare da vicino chi è in trance.
- Resta a distanza di sicurezza dai cortei: le strade del percorso chiudono finché la processione non è passata, quindi se hai un volo o un’escursione parti prima del previsto.
- Ricorda che i petardi sono vietati dopo le 22 nel centro di Phuket Town: la notte è gestibile, la mattina presto un po’ meno.
Le informazioni su date e cerimonie possono variare di anno in anno: verifichiamole sempre sulle fonti aggiornate prima della partenza. Se il festival vegetariano ti ha incuriosito, nell’articolo sul Loy Krathong ti raccontiamo l’altra grande festa della Thailandia.
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