Mae Hong Son, Pai e Mae Sariang: la guida al nord-ovest
Se cerchi la Thailandia più autentica, quella di montagne, foreste e villaggi di minoranze etniche, la risposta è: il circuito di Mae Hong Son. È un anello di circa 600 chilometri che parte e torna a Chiang Mai, con 1.864 curve e tappe che sembrano mondi a parte: la vallata rilassata di Pai, le grotte di Soppong, la cittadina di confine di Mae Hong Son e il ritorno panoramico dal versante di Mae Sariang. Ti indichiamo il percorso, tappa per tappa, con tutti i consigli per organizzarlo.

©️ @Marco Corallo
Cosa è il circuito di Mae Hong Son
Il circuito di Mae Hong Son (in inglese Mae Hong Son Loop) è uno dei grandi classici dei viaggi nel Nord del Paese: una strada ad anello che da Chiang Mai risale le montagne del nord-ovest, tocca Pai e il capoluogo di provincia di Mae Hong Son e torna a Chiang Mai dal versante meridionale, passando per Mae Sariang. In mezzo ci sono foreste, risaie a terrazze, templi in stile birmano e villaggi di minoranze etniche, in un’area che ha ben poco a che vedere con il turismo di massa del resto del Paese.
Puoi percorrerlo in minivan o con i bus pubblici, fermandoti dove vuoi, oppure in scooter se hai già esperienza di guida. Il nostro consiglio è di dedicargli almeno 4-5 giorni: con una settimana lo vivi senza fretta, con le soste giuste. La base di partenza è Chiang Mai, la capitale del Nord: se ancora non la conosci, nella nostra guida su Chiang Mai e la Thailandia del Nord trovi tutto quello che vale la pena vedere prima di metterti in strada. Il contesto regionale, invece, te lo raccontiamo nella guida alla Thailandia del Nord.
Tappa 1: da Chiang Mai a Pai
Il primo tratto è il più famoso: circa 130 chilometri che legano Chiang Mai a Pai attraverso una sequenza infinita di curve tra le montagne. Il mezzo più usato è il minivan diretto dal Terminal Bus Arcade (Arcade Bus Station) di Chiang Mai: il viaggio dura 3-4 ore e il biglietto costa intorno ai 200 baht, con partenze ripetute nel corso della giornata. Se soffri il mal d’auto, scegli un posto nella fila anteriore, portati gomme da masticare o zenzero e tieni la finestrella aperta: le curve sono davvero tante e non si fermano mai.
Tieni bene a mente: all’arrivo a Pai il centro si gira comodamente a piedi, ma per i dintorni serve un mezzo. Se non hai mai guidato uno scooter, il nostro consiglio è di non iniziare proprio qui: tra curve in discesa, fondo sconnesso e traffico dei minivan, non è la strada giusta per imparare. L’alternativa sono i tour locali giornalieri con pick-up condiviso, che toccano le attrazioni principali a prezzi contenuti. Per un quadro completo di tutti i mezzi a disposizione nel Paese, ti rimandiamo alla nostra guida su come spostarsi in Thailandia.

©️ @Marco Corallo
Pai e i dintorni da non perdere
Pai è una piccola cittadina nella valle del fiume omonimo, diventata nel tempo un rifugio di viaggiatori, artisti e amanti dello yoga. Il ritmo è lentissimo: la sera la Walking Street del centro si riempie di bancarelle di street food e artigiani, e la vita scorre sulle sponde del fiume. I nostri consigli per i dintorni:
- Pai Canyon (Kong Lan): un crinale eroso a circa 8 chilometri dal centro, con sentieri panoramici tra le pareti di terra rossa. Al tramonto il colore della luce rende il posto ancora più scenografico.
- Wat Phra That Mae Yen: il grande Buddha bianco sulla collina a est della cittadina, con la vista aperta sulla valle.
- Tha Pai Hot Spring: sorgenti termali naturali nella foresta, con piscine dove fare un bagno rilassante.
- La cascata Mo Paeng: a circa 10 chilometri dal centro, ideale per una sosta nella frescura.
- Il Memorial Bridge: il caratteristico ponte in ferro della Seconda guerra mondiale sulla strada per Mae Hong Son, fermata obbligata delle foto.
Una premessa onesta: il Pai che negli anni ‘80 e ‘90 fu un rifugio per hippy e viaggiatori di passaggio non esiste quasi più. Oggi la cittadina attira soprattutto finti hippy con il portafoglio pieno, ospita una forte comunità israeliana e molti locali puntano più al turismo che all’atmosfera di allora. Il fascino della valle, però, regge ancora: basta spostarsi un po’ dal centro per ritrovarlo.
Per Pai vale la regola del fermarsi: due notti sono il minimo per gustarla davvero, meglio tre se il tuo viaggio lo permette.

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Tappa 2: da Pai a Mae Hong Son
Da Pai la strada prosegue verso ovest per poco più di 100 chilometri, entrando nella provincia di Mae Hong Son. La prima fermata consigliata è Soppong (Pang Mapha), una zona carsica famosa per le grotte di Tham Lod. La visita si svolge in zattera di bambù, guidata da una guida locale: la corrente del fiume sotterraneo ti porta tra camere di stalattiti e stalagmiti, fino ai punti dove sono stati ritrovati antichi cofani funerari in teak. Porta scarpe comode e una torcia, e preparati al fresco: dentro la grotta la temperatura scende.

©️ @Vyacheslav Argenberg – CC BY 4.0
Nella zona di Pang Mapha vale una sosta al punto panoramico di Baan Jabo, un villaggio sul crinale con la vista aperta sulla valle: è una delle fermate più fotografate del tratto. Più avanti, come deviazione verso nord dalla strada principale, si trova Ban Rak Thai, un villaggio fondato da cinesi dello Yunnan fuggiti dalla guerra civile, il cui nome significa “villaggio che ama la Thailandia”: le case in stile cinese sono affacciate su un lago artificiale, con le piantagioni di tè tutt’intorno.
Poco dopo arrivi nella cittadina di Mae Hong Son, capoluogo di provincia a ridosso del confine birmano. Qui le influenze shan e birmane si vedono ovunque:
- Wat Phra That Doi Kong Mu: il tempio sulla collina che domina la città, in stile birmano, con una vista che spazia sulla valle e sui templi del centro.
- Il lago Chong Kham: specchio d’acqua in centro cittadina, affiancato dai templi gemelli Wat Chong Kham e Wat Chong Klang, entrambi di chiara ispirazione birmana.
- Il ponte di bambù Su Tong Pae: a circa 10 chilometri dal centro, attraversa le risaie ed è una delle immagini simbolo della provincia.
Mae Hong Son merita almeno una notte. È una città piccola e tranquilla, con un mercato serale sul lago e un’atmosfera da frontiera lontana da tutto.

©️ @Marco Corallo
Tappa 3: il ritorno verso Chiang Mai
Per chiudere l’anello non devi tornare sui tuoi passi: il versante meridionale, via Khun Yuam e Mae Sariang, è il tratto più selvaggio e meno battuto del circuito. La prima sosta è Pang Ung, un pineto sul lago tra le montagne, meta amata dei thailandesi del weekend.
Proseguendo verso est trovi Khun Yuam, con il suo museo dedicato alla Seconda guerra mondiale, e poi Mae Sariang, cittadina sul fiume Yuam a circa 100 chilometri da Khun Yuam (circa 2 ore di strada). Ad ottobre, intorno all’Ok Phansa (la fine della Quaresima buddhista, che dura tre mesi), qui si celebra l’Ok Wa, la festa tipica del distretto: per tre giorni, all’alba, i residenti offrono il cibo ai monaci davanti alle proprie case, addobbate con lanterne, e la sera si tiene una sfilata di candele e lanterne. Da qui si risale verso Chiang Mai: se hai un giorno in più, il nostro consiglio è di deviare verso il Doi Inthanon, la cima più alta della Thailandia (2.565 metri), con cascate, sentieri nella foresta e i due grandi stupa della cima.

©️ @Marco Corallo
Quando andare e consigli pratici
Il periodo migliore per il circuito di Mae Hong Son va da novembre a febbraio: cielo limpido, temperature miti di giorno e sere fresche in montagna. La stagione da evitare, se puoi, è la cosiddetta burning season, che va di solito dalla fine di febbraio a metà aprile con il picco a marzo: gli incendi agricoli riempiono le valli di smog e le viste che sono il cuore di questo viaggio si appannano. Tra giugno e ottobre arrivano i monsoni: le strade restano percorribili, ma le piogge sono frequenti e il fondo stradale scivoloso.
Tieni bene a mente:
- Compra i biglietti dei minivan alla stazione il giorno prima in alta stagione: i posti verso Pai vanno a ruba nei weekend.
- In montagna le sere sono fresche anche in stagione secca: porta con te una felpa leggera.
- I bancomat scarseggiano fuori dalle cittadine principali: avere da subito un po’ di baht in banconote di piccolo taglio ti semplifica la vita.
Per capire come inserire il Nord in un viaggio più ampio, nella nostra guida su quando andare in Thailandia trovi il quadro completo di stagioni e mete. E se hai qualche giorno in più, il circuito si combina benissimo con Chiang Rai e il triangolo d’oro, di cui parliamo nella guida a Chiang Rai.
Il circuito di Mae Hong Son è uno di quei viaggi che ricorderai a lungo: curve, paesaggi che si aprono a ogni tornante e l’incontro con una Thailandia lontana dalle rotte di massa. Se vuoi inserire Mae Hong Son e il nord-ovest in un itinerario su misura per il periodo in cui viaggi, contattaci: ti aiutiamo a costruire il percorso giusto, tappa dopo tappa.
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